L’inquinamento atmosferico ha un impatto significativo sulla salute di tutta la popolazione, in particolare nelle aree urbane, secondo un nuovo rapporto dell’Organizzazione mondiale della sanità (OMS), uccide 7 milioni di persone ogni anno, uno su otto morti a livello mondiale!
Circa l’85% della popolazione urbana in Europa è stata esposta a microrganismi fini (PM) a livelli ritenuti dannosi per la salute, causando o aggravando malattie cardiovascolari, asma e cancro ai polmoni.
La PM è l’inquinante atmosferico diffuso, presente ovunque dove vivono le persone e l’inquinamento che genera non può essere ridotto utilizzando le tecnologie attuali.
Le polveri fini possono essere emesse direttamente nell’aria o sono formate nell’atmosfera da precursori gassosi come biossido di solfuro, ossidi di azoto, ammoniaca e metano non-volatile organico e composti (particelle secondarie).
Le PM e i gas precursori possono avere sia di origine antropica e di fonti naturali (non antropogeniche).
Le fonti antropogeniche includono motori a combustione (diesel e benzina), combustibili solidi (cola, lignite, olio pesante e biomassa) per la produzione di energia nelle famiglie e nell’industria.
Le PM secondarie si formano nell’aria attraverso reazioni chimiche di inquinanti gassosi. Sono prodotti della trasformazione atmosferica degli ossidi di azoto (emesse principalmente dal traffico e alcuni processi industriali) e anidride solforosa risultante dalla combustione dei carburanti a contenuto solforoso.
L’Agenzia europea dell’ambiente (EEA) nel rapporto ‘qualità dell’aria in Europa – 2016’ mostra che nel 2013 l’esposizione al PM2,5 era responsabile di circa 467.000 morti premature mentre le morti premature stimate per impatti di biossido di azoto (NO₂) e troposferico (O₃) esposizione erano rispettivamente circa 71.000 e 17.000.
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